ETIMOLOGIA: dal napoletano pulecenella, forse da pullicino ‘pulcino’, per la voce chioccia o per il naso a forma di becco.
Pulcinella indossa una casacca e dei pantaloni larghi bianchi, si copre il viso con una maschera nera, dal lungo naso adunco, con il tempo, la maschera di Pulcinella è divenuta il simbolo del popolo napoletano.
Pulcinella è un contadino poverissimo, che non ha voglia di lavorare, furbo e ingegnoso, impiega tempo ed energie, per trovare il modo di mangiare. La maschera di Pulcinella ha anche un significato "morale", ossia, nel simboleggiare la plebe napoletana stanca degli abusi ed umiliazioni ricevute dalla classe alto–media borghese, si ribella Con la sua ironia e con la sua forza, si burla del potere sottolineando la sua volontà di vivere e di superare qualunque tipo di ostacoli ed avversità.
E' una maschera originaria della Campania, inventata probabilmente intorno al XVI secolo dall'attore Silvio Fiorillo da Capua.
Poi c’è la tesi che vuole Pulcinella discendere da un contadino di Acerra, Puccio d’Aniello, che nel Seicento partì, nei panni di buffone, per rappresentare il personaggio in una compagnia di girovaghi.Ed è proprio ad Acerra, in provincia di Napoli, che oggi sorge addirittura il Museo di Pulcinella dove è possibile ammirare costumi, maschere e foto degli attori che, nel corso degli anni, hanno interpretato Pulcinella. Tra i più celebri, Massimo Troisi ed Edoardo De Filippo.
Altri ancora, come il Bieber vanno ancora più indietro nel tempo fino al IV secolo e sostengono che Pulcinella discende da Maccus, personaggio delle Atellane romane. Maccus rappresentava una tipologia di servo dal naso lungo e dalla faccia bitorzoluta, con ventre prominente, che indossava una camicia larga e bianca e il cui volto era coperto da mezza maschera.
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